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环境保护:意大利与中国之间的坚固友谊

中意对照版 2018年第2期 2018-10-09

意大利环境部长Gian Luca Galletti (左七)与参展人员在CIEPEC 2017意大利馆合影。

Silvia Massimi

在美国退出《巴黎协定》的次日,中国在应对气候变化问题上所扮演的重要角色即获得了认可。而在2000年,当意大利环境部启动中意环保合作项目(SICP)的时候,人们仍是用怀疑的眼光看待中国在世界舞台上的稳步发展的。那时的中国政府刚开始出台政策保护环境,应对经济迅速增长所带来的环境危机。

当时鲜少有国家决定冒险同中国进行环境合作。在这个局势下,意大利环境部与中国中央及地方政府间达成协议,进行了无数场以环境为主题的活动。从2000年起即在不同的领域开展了多个项目,包括在《蒙特利尔议定书》范围内减少影响臭氧层的危险物质以及在《联合国气候变化框架公约》(UNFCCC)决定中提出的能源、环境保护,气候变化,城市可持续性发展,大气、土壤、水污染控制,可持续性农业和防治沙漠化等领域。

意大利技术人员在兰州工作,进行空气质量检测,记录温室气体排放量。

在中国环境治理的一些决定性项目中,意大利担当了主要的角色。尤其是在北京,推进和实现了多个项目,包括减少、控制以及预防污染物排放(包括来自家庭和工业的污染源)、减少大气污染、改造受污染的地区和管理遭到污染的土壤、水质治理等。正是在2008年奥林匹克运动会期间,中国的首都有更多雾霾的忧虑,意大利环境部针对北京地区区域型污染的影响进行了一项名为“北京蓝天”的大规模研究项目,建立了一个化学实验室来分析大气污染物,包括挥发性有机化合物(VOC)和持久性有机污染物(POP), 还在奥运村中设立了空气质量监测站点。除此之外还组织了一个意大利生产的电动摩托、混合动力和氢动力汽车队,供奥林匹克公园内使用。而北京奥林匹克组委会办公地也装备了意大利制造的太阳能技术来提供热水和空调。北京在2008年向世界展现了这个国家崭新的一面。

数据分析师在广元进行数据分析。

意大利与中国在环境方面的紧密合作近年来获得了无数赞赏,尤其是在高端进修项目(“环境管理及可持续性发展高级进修项目”)上,从2003年起就推进了环境管理和可持续性发展的不同的主题,面向来自中国政府、大学和企业的技术人员、学术人员、青年专家及管理决策者。如今已有超过10000名来自中国各地的参与者参加了进修项目,其中在中国和意大利共有260次课程,约600次访学,访问了150家意大利企业。此外还有350家公共、私人机构参与项目,约1000人参与讲演。

四川地震后政府高度重视应急能力建设。

意大利环境部希望将成功进一步加以扩大,因此,2017年6月上海同济大学运筹楼揭幕,这里将是中意可持续发展中心的基地(SICES)。中意可持续发展中心体现了环境部、中国科技部、教育部及同济大学提出的建筑翻新和可持续再利用的理念,项目在技术上注重节约资源、提高效率并关注建筑细节,是中意两国友谊的象征。运筹楼将是已经与同济大学开展了合作的意大利大学的集聚地,并以此平台推进新的学术、科学与技术合作。结合来自企业界的贡献,它将迅速成为中意两国从业者共同协作的平台,双方共同制定计划与项目,推进可持续发展,应对环境领域新的挑战。

2006年青海省的新能源和可再生能源开发项目。

中国在世界范围内扮演着新的政治和经济角色,多年来意大利环境部与无数中国机构间的合作将通过私人投资和更多的企业参与而变得更加稳固。这符合《巴黎协定》和《2030年可持续发展议程》的目标框架,也通过中国“一带一路”倡议中对环境的高度关注而得以体现。在此过程中,可以与新多边发展银行“亚洲基础设施投资银行”(AIIB)推出的项目相结合,该银行于2015年应中国的倡议成立,支持亚洲国家发展,在超过八十个国家内资助可持续基础设施建设,领域包括环境保护、能源、运输和电信,水清洁卫生服务,城市和物流发展等。

依维柯发动机的推广。

 位于上海近郊 —— 崇明岛的绿色农业。

北京奥运村“太阳能社区”顶部的MTS太阳能电池板组(拍摄于2006年)。

运筹楼·中意可持续发展中心(SICES)在同济大学揭幕。

这被看作是跨时代的改变。将来的合作将着重在落实那些来自中国或通过中国的,具有综合性、可持续性与生态责任意识,结合经济发展与治理机制的项目上。如今的环境问题必须共同面对。意大利和中国希望能成为榜样,展现双方如何共同战胜这项挑战。

2017年6月中意科学技术与创新周期间的研讨会。

作者简介:自获得东方学本科及博士学位后,作者即在国际领域开展她的职业生涯,包括环境合作、企业发展合作与技术支持等领域。2004年起与意大利环境、领土与海洋部合作。现为环境部下属 SOGESID 股份有限公司技术支持部负责亚洲国际事务的协调员,同时也是意中环境合作项目的项目主管。

运筹楼建筑工地拍照

Protezione ambientale: una solida amicizia fra Italia e Cina

Chinese-Italian No.2 2018 2018-10-09

Silvia Massimi

All’indomani del ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, alla Cina viene riconosciuto il ruolo sempre più centrale nella lotta ai cambiamenti climatici. Eppure, non pochi anni fa, quando nel 2000 il Ministero dell’Ambiente italiano avviò il Programma di Cooperazione Italia-Cina per la Protezione Ambientale (SICP, “Sino-Italian Cooperation Program for Environmental Protection”), la progressiva ascesa della Cina nello scenario mondiale era guardata con scettiscismo. La Cina aveva appena avviato la politica interna per la protezione ambientale e la lotta alle crisi ambientali causate anche dalla sua prorompente crescita economica.

Molto pochi erano allora i Paesi disposti a rischiare nella cooperazione ambientale con la Cina. È in questo scenario che, nell’ambito di protocolli bilaterali tra il Ministero dell’Ambiente italiano e il Governo centrale e municipale cinese, furono avviate numerose iniziative in tema ambientale. Dal 2000 sono stati realizzati progetti in diverse aree, sia nell’ambito del Protocollo di Montreal per la riduzione delle sostanze pericolose per la fascia di ozono, sia in attuazione delle decisioni della Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) in materia di energia, protezione ambientale, cambiamenti climatici, sviluppo urbano sostenibile, controllo dell’inquinamento atmosferico, del suolo e dell’acqua, agricoltura sostenibile e lotta alla desertificazione.

La riqualificazione ambientale in Cina ha visto l’Italia protagonista di alcuni progetti cruciali. In modo particolare a Pechino, dove sono state promosse e messe in campo diverse iniziative volte alla riduzione, al controllo e alla prevenzione delle emissioni inquinanti (sia da fonti domestiche che industriali), alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, alla bonifica di siti inquinati e gestione di suoli contaminati, al risanamento delle risorse idriche. Proprio quando, in occasione dei Giochi Olimpici 2008, la capitale cinese temeva più lo smog, il Ministero dell’Ambiente italiano realizzò un vasto studio sugli effetti dell’inquinamento regionale sui territori della città di Pechino denominato “Beijing Blue Sky”, realizzando un laboratorio per l’analisi chimica degli inquinanti atmosferici, tra cui i composti organici volatili (VOC) e le sostanze organiche persistenti (POP), e allestendo una stazione di monitoraggio della qualità dell’aria dell’ambiente interno al Villaggio Olimpico. Inoltre, venne fornita una flotta di motocicli elettrici, autoveicoli ibridi e ad idrogeno di produzione italiana, da utilizzare all’interno del Parco Olimpico. Anche la sede del Comitato Olimpico di Pechino venne attrezzata con tecnologie solari made in Italy per il riscaldamento dell’acqua e la climatizzazione ambientale. Pechino 2008 ha mostrato al mondo il volto di un Paese nuovo.

L’intensa collaborazione tra Italia e Cina in materia ambientale ha ricevuto nel corso degli anni numerosi apprezzamenti, soprattutto per quanto riguarda il Programma di Alta Formazione (“Advanced Training Program on Environmental Management and Sustainable Development”), promosso dal 2003 sulle diverse tematiche della gestione ambientale e dello sviluppo sostenibile, destinato a tecnici, accademici, giovani professionisti e decision-maker di amministrazioni università e imprese cinesi. Ad oggi oltre diecimila partecipanti provenienti da tutte le province cinesi hanno preso parte al programma di formazione, per un totale di 260 corsi (in Italia e in Cina) e circa 600 visite di studio presso 150 aziende italiane. Oltre 350 istituzioni pubbliche e private sono state coinvolte, per un totale di circa mille relatori.

Il Ministero dell’Ambiente italiano intende valorizzare ulteriormente i dati di successo: a tal fine, nel giugno 2017 è stato inaugurato lo Yunchou Building all’interno del campus della prestigiosa Università Tongji di Shanghai, che sarà la sede del Centro Sino-Italiano per la Sostenibilità (SICES). Il SICES rappresenta la realizzazione di un progetto avviato di concerto tra il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Scienza e della Tecnologia, dell’Educazione cinese e l’Università Tongji per il recupero e la riqualificazione sostenibile dell’edificio, attraverso l’adozione di soluzioni tecnologiche attente al risparmio delle risorse, all’efficienza dei processi e alla cura nei dettagli architettonici, un simbolo di amicizia tra Italia e Cina. Lo Yunchou Building intende rappresentare un punto di riferimento per le università italiane che già collaborano con l’Università Tongji e per lo sviluppo di nuovi rapporti e collaborazioni accademiche, scientifiche e tecnologiche: anche con il contributo del mondo imprenditoriale, esso aspira a diventare da subito uno spazio di lavoro condiviso con tutti gli attori italiani e cinesi che partecipano alla definizione di piani e programmi per promuovere uno sviluppo sostenibile e affrontare le nuove sfide in campo ambientale.

Alla luce del nuovo ruolo politico ed economico della Cina all’interno della comunità internazionale, la pluriennale collaborazione tra il Ministero dell’Ambiente italiano e numerose istituzioni cinesi verrà rafforzata con il contributo di investimenti privati e un maggior coinvolgimento delle imprese. Ciò avverrà nel quadro degli obiettivi posti dall’Accordo di Parigi e dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile e della forte componente ambientale che attraversa l’iniziativa cinese ‘One Belt, One Road’ (yidai yilu). Nel far ciò ci si potrà avvalere delle iniziative messe in campo dalla nuova Banca multilaterale di sviluppo “Asian Infrastructure Investment Bank” (AIIB), costituita su iniziativa della Cina nel 2015 per facilitare e accompagnare lo sviluppo dei Paesi asiatici attraverso il finanziamento di opere infrastrutturali sostenibili nei settori della protezione ambientale, energia, trasporti e telecomunicazioni, servizi idrico-igienico-sanitari, sviluppo urbano e logistico in più di 80 Paesi.

Si tratta di un cambiamento di epoca. La futura collaborazione sarà focalizzata sulla realizzazione di progetti capaci di innescare meccanismi virtuosi di sviluppo economico integrato e sostenibile ed ecologicamente consapevole da e attraverso la Cina. La questione ambientale oggi deve essere affrontata insieme. Italia e Cina vogliono essere un esempio di come insieme si possa vincere questa sfida.

Notizie sull’autrice: Dopo una laurea e un dottorato in Orientalistica, svolge la sua attività professionale a livello internazionale nei settori della collaborazione in ambito ambientale, della cooperazione allo sviluppo e dell’assistenza tecnica alle imprese. Dal 2004 collabora con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Attualmente è coordinatore dell’Unità assistenza tecnica Sogesid S.p.A. presso il Ministero per gli Affari Internazionali Asia e Program Manager del Programma di collaborazione ambientale Italia Cina.

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